Il mare non ha etichette
SEA.AI sviluppa sistemi di visione artificiale per ambienti marittimi dal 2018. Il nostro sistema rileva oggetti in superficie, imbarcazioni, detriti, persone in acqua e avvisa gli equipaggi in tempo reale.
La tecnologia è collaudata, ma la classificazione è valida solo quanto i dati che la supportano. Quando si tratta di mammiferi marini, quei dati sono sempre stati il collo di bottiglia.
Il motivo è semplice. Puoi ricreare quasi ogni scenario in mare se sei disposto a impegnarti. Addestriamo il rilevamento dell’uomo in mare con persone vere, membri del nostro team che entrano in acqua deliberatamente, in condizioni reali, affinché il sistema impari l’aspetto effettivo di un essere umano in mare in ogni combinazione di moto ondoso, luce e distanza. Posizioniamo e recuperiamo container, allestiamo detriti galleggianti, fotografandoli da ogni angolazione, in ogni stato del mare e a ogni ora del giorno.
Non puoi farlo con una balena.
I mammiferi marini emergono secondo i propri ritmi. Appaiono brevemente, in modo imprevedibile, in condizioni che non possono essere pianificate in anticipo. Una pinna che rompe la superficie al crepuscolo. Uno spruzzo catturato dalla termica in un moto ondoso di due metri. Un capodoglio che galleggia ai margini di una rotta commerciale. Questi non sono momenti che puoi fabbricare. Sono momenti in cui devi essere presente, con l’attrezzatura giusta, nel posto giusto, al momento giusto.
È proprio questo che la nostra partnership con WeWhale rende possibile.
Il laboratorio sul campo che solo la natura può offrire
WeWhale è un’associazione fondata nel 2021 con la missione di proteggere i cetacei e promuovere una coesistenza responsabile tra la comunità nautica e la fauna marina.
Le loro operazioni li portano in alcune delle acque più ricche di cetacei d’Europa, con uscite di monitoraggio giornaliere, osservazioni sul campo e una presenza attiva in habitat critici tra cui lo Stretto di Gibilterra, le Isole Canarie e il Mediterraneo occidentale.
L’orca iberica è una delle popolazioni di cetacei più a rischio di estinzione al mondo. Rimangono meno di 30 esemplari. Il loro habitat si sovrappone direttamente ad alcuni dei corridoi marittimi più trafficati d’Europa.
Le interazioni con le imbarcazioni — accidentali, evitabili, a volte fatali — sono una realtà quotidiana.
L’attuale obiettivo di WeWhale è la campagna Save the Iberian Orca, basata sul monitoraggio quotidiano da Barbate e sulla sorveglianza continua dell’habitat delle orche nello Stretto di Gibilterra.
Il loro lavoro sta già cambiando la narrazione intorno a questi animali, sostituendo la paura con la conoscenza e l’evitamento con la coesistenza responsabile.
Cosa costruiscono i dati reali
I cetacei non sono accessori per la salute dell’oceano. Ne sono il fulcro. Le balene regolano i cicli dei nutrienti, sostengono le popolazioni ittiche e svolgono un ruolo nel sequestro del carbonio che la scienza sta solo iniziando a comprendere appieno.
Perderli non è una tragedia locale. È una tragedia sistemica. E l’orca iberica, con meno di 30 esemplari rimasti, è già al punto in cui ogni singolo incontro con un’imbarcazione ha un peso enorme.
SEA.AI ha sempre rifiutato le scorciatoie. Eravamo in mare prima ancora che la visione artificiale diventasse un argomento di discussione nel settore. Abbiamo costruito le nostre capacità di rilevamento su dati marittimi reali, in condizioni reali, perché abbiamo capito fin dall’inizio che il mare non premia l’approssimazione.
Costruire il dataset di cui il settore ha bisogno
La collaborazione è attiva. I team di WeWhale sono sul campo ogni giorno, operando in diverse località lungo la costa iberica e le Isole Canarie.
I sensori di SEA.AI sono a bordo e raccolgono immagini, dati termici e scenari di rilevamento reali che alimenteranno direttamente il nostro addestramento alla classificazione.
Ogni avvistamento arricchisce un dataset che prima non esisteva. Ogni incontro con un’orca iberica, una balenottera comune o un tursiope, documentato, etichettato e integrato, porta la classificazione dei mammiferi marini di SEA.AI un passo più vicino all’affidabilità che l’industria finirà per richiedere come standard.
L’oceano non concede prove generali. Nemmeno l’IA che impara da esso. Ciò che WeWhale e SEA.AI stanno costruendo insieme è qualcosa che non può essere replicato in laboratorio, generato da un algoritmo o assemblato da fonti di seconda mano.
È un dataset vivente, raccolto al limite di una delle sfide di conservazione più urgenti nelle acque europee. ORA VEDI.

